di Caterina Ladinetti
Adoro la canzone Cyrano da quando,da ragazzina, mi rinchiudevo in camera per ascoltare i miei autori preferiti. E Guccini fra questi.
Andavo in estasi, eppure non staccavo i piedi da terra. E sdraiata sul suo mio letto, a pancia in giù con piedi contro la parete, e mamma si incazzava perché giravo sempre scalza e i piedi erano colore e “caivone”.
Oppure mi mettevo con la testa a penzoloni, ma il registratore a tutto volume, mai vestita “come si deve”, in effetti scalza anche in inverno,mezzo svestita, maglia o pantalone al rovescio per la pigrizia di rivoltare gli indumenti.
Cara mamma anche se non se più qui, vedrai che pure ora, in età avanzata, cammino scalza, esco con abiti al rovescio e indosso, per distrazione, scarpe di colore diverso.
Ascoltavo rapita e commossa la veemenza di alcune frasi che erano le stesse che io pensavo, e alla fine della canzone, le mie guance si rigavano di lacrime per quella splendida dichiarazione d’amore che Cyrano fece alla sua Rossana.
Spesso ti sorpresi, mamma, mentre origliavi dietro la porta per ascoltare la canzone che piaceva pure a te nonostante affermassi che alcuni testi di Guccini fossero troppo “comunisti”, rivoluzionari e intrisi di parolacce. E giorni dopo mi confessavi che mentre cucivi o stiravi, ti piacevano De Andrè, specialmente perché era genovese e tu a Genova avevi lasciato metà del tuo cuore malato perché li vivevano i tuoi cari amici.
Apprezzavi Lucio Dalla, Battiato, De Gregori e molti altri cantautori, compreso Claudio Lolli. E ti garbava Piazza bella Piazza.
Di Guccini ti disturbava qualche ‘coglione’ e ‘puttana’ di troppo che, ritenevi non adatte e mi pregavi di abbassare il volume. E riuscii a farti amare Bowie e Lou Read nonché Cat Steven.
Classe 1930, donna con notevole capacità dialettica, ti incantavi quando studiavo la Divina Commedia o alcuni testi filosofici, come per esempio Agostino.
In tanti a Cagliari erano convinti che fossi maestra mentre avevi giusto la 2° elementare, ma eri autodidatta e tu fosti la mia prima tutor, e mi insegnasti il piacere della lettura, proprio te che ho tanto contestato per la tua autorevolezza e la determinazione.
Grazia Deledda,Hemingway, Silone, Verga, Capuana e antologia di Spoon Rivers furono i primi incontri con la lettura. Prima ci furono Piccole donne, Il giro del mondo in 80 giorni,Ventimila leghe sotto il mare, Capitani Coraggiosi, L’isola de tesoro, formaggi, Pippicalzelunghe, Moby dick e tanto altro ancora.
Sebbene i bisticci sulla lunghezza delle mie gonne, vestiti trasparenti, costumi per te troppo costosi, sei stata il mio mentore, colei che ho ammirato non solo per la tua innata eleganza e bellezza ma per la grande capacità di trovare risposte ai problemi che mi assillarono in tempi giovanili e che tu risolvevi senza far trapelare parola e farmene un peso.
Eri tu il pilastro della casa, il tetto che riparò babbo, buono come il pane ma incapace di risolvere i problemi e poi noi fratelli, educati dagli stessi genitori ma diversi nel carattere.
Dopo la tua improvvisa morte che io ebbi la sfortuna di appurare, il boomerang detto dr Alzheimer che colpì il nostro babbo che non accettò che iI tetto era crollato e si rinchiuse dentro una bolla si sapone, aspettando la morte che arrivò poco dopo.
Il testo e la musica di Cyrano mi riportano vicino alla mia cara mamma, donna libera, che odiava i farisei e gli ipocriti benpensanti,i mantenuti e i ruffiani.
La dedico a te, mamma, con un grande abbraccio. In questi giorni ti penso e ti chiedo di infondermi calore e benevolenza. Non voglio che il mio stato mi avveleni il sangue. Se le malattie arrivano o i malanni si ripetono, non è colpa di nessuno.
Per sempre grata a te e anche a Guccini.
NOTA
Il mito moderno nasce alla fine dell’Ottocento, quando nel 1897 il drammaturgo francese Edmond Rostand scrive la celebre commedia tragica in cinque atti.
Ambientata nella Francia del Seicento, racconta di Cyrano, un abilissimo spadaccino e poeta dal naso sproporzionato. A causa di questo difetto fisico, non ha il coraggio di dichiararsi a sua cugina Rossana, della quale è segretamente innamorato.
Quando scopre che Rossana è innamorata del bel ma impacciato cadetto Cristiano, Cyrano decide di aiutarlo a conquistarla. Diventa così la “penna” e l’anima di Cristiano, componendo per lui lettere d’amore straordinarie e poesie sussurrate nell’ombra.
Dopo anni di segreti e la morte in guerra di Cristiano, Rossana scoprirà la verità sull’amore e sul sacrificio di Cyrano solo nei minuti che precedono la morte di quest’ultimo.