Di Piero Murineddu
– Buongiorno. È lei il gestore?
– Si
– Piacere. Mi chiamo Piero
– Mattia. Piacere
– Posso permettermi un’osservazione ?
– Come no? Mi dica…
– Avete in programmazione molta
musica per quest’estate?
– Si, certo…
– Ascolti, qui intorno vive parecchia gente, molta della quale anziana, che usa coricarsi presto e francamente non ama ascoltare, o meglio subire musica che va contro il loro sacrosanto diritto al riposo e alla tranquillità, dato più che con la stagione calda anticipata si è costretti a stare con le finestre aperte…
– Vero…
– Le chiedo cortesemente, se è possibile, di far tenere il volume più basso di quanto solitamente si fa, qui come in altri punti di Sossu, aggiungendo negli ultimi anni questa mania di protagonismo,
in feste pubbliche e private,di usare rumorosi – e per molti insopportabili, compresi gli animali – fuochi artificiali.
– Ah, se si riferisce a quella musica che spacca le orecchie…
– Si, quella soprattutto. Insopportabile per me, figuriamoci per quelli più vecchiotti. E poi, sopratutto proveniente dalla parte bassa del paese – ti arriva quel tum tum tum della batteria e le note del basso che entrano nel cervello e ti scombussolano tutto, a partire dall’umore…
– No,no, quel genere non lo amo neanche io…
– Mi fa piacere. Ma anche la musica acustica sassarese, come quella dell’altra sera. Se possibile, chiedere che si tenga, nel possibile più basso il volume, giusto che ascoltino chi decide di stare qui per consumare la birretta, l’apericena o quel che è. Secondo me attirerebbe più gente e magari io diventerei il primo cliente, nonostante sia astemio, ma un gelatino lo consumerei volentieri.
– Va bene e grazie del consiglio
– Grazie a lei e auguri per
l’attività.
La seconda stretta di mano, dopo la prima nella presentazione, suggella l’impegno preso.
Questa civile conversazione si è svolta ieri intorno alle otto del mattino, mentre Mattia stava predisponendo fuori dal baretto del parco di via Europa sedie e ombrelloni. Bellissimo posto, con spazio giochi, prato solitamente ben curato, zona recintata destinata ai cani non guinzagliati, un campo da padel, panchine, piante ornamentali. E poi, anche una grande croce realizzata qualche anno fa, multicolore e riempita di luci che, a mio modesto parere e aldilà delle intenzioni dell’autore, stride non poco con la croce storica a cui è stato inchiodato Gesù il Nazareno al tempo dell’impero romano: un modo assai cruento di far morire i condannati, disumano ed estremamente doloroso. Un mio personalissimo parere, come ho già detto. Per finire, il piccolo e grazioso baretto immerso nel verde, dov’è piacevole consumare un caffè e magari portare l’ospite continentale venuto a trovarti. Elementi, questi, che fanno bello il tutto.
Ieri, festa della Repubblica (in cui ancora ci si ostina a far sfilare nella Capitale la forza muscolare armata invece della società civile!) che si basa su una Costituzione ( che gli attuali governanti cercano di stravolgere!) che aiuta, se applicata, a convivere tutti pacificamente e nel rispetto dei diritti propri e altrui. In questo caso specifico – NON CREANDO DISTURBO COL VOLUME DELLA MUSICA ECCESSIVAMENTE ALTO – diritto alla tranquillità.
Il contesto descritto riguarda una zona non centrale dell’abitato. Molto peggio è per chi vive nei pressi di bar più al centro.
In generale, mi sembra che sia diffusa quasi la convinzione, per me sbagliatissima, che più alto è il volume degli amplificatori, più persone vengono attirate.
Possibile che non si arrivi a capire che una musica più discreta, non fracassona e addirittura soffusa, eseguendo anche generi che vanno dal jazz al blues e persino, perché no, anche al classico, aiuterebbe a creare un ambiente più rilassante che permette la conversazione senza dover gridare per farsi sentire?
Il giovane Mattia mi ha ringraziato del – come da lui definito -“consiglio”, e pur non conoscendolo, credo che s’impegnerà a chiedere ai musicisti di tenere un volume più basso, sperando che altri gestori faccino altrettanto.
Se al contrario l’impegno verrà disatteso, io per primo rinuncerò alle birrettine e apericene serali (figuriamoci) e andrò a “rifugiarmi” magari seduto in spiaggia, contemplando il mare notturno fin quando non sentirò sfumare le ultime note.
Spero con questo scritto di non aver fatto cattiva pubblicità al piccolo bar a due passi da dove ho messo su casa, cosa lontanissima dalle mie intenzioni. Vorrei anzi incoraggiare le persone, e non solo giovani, a frequentarlo. La tranquillità che vi si trova, insieme all’ottima gestione, permettono di trascorrere parte del proprio tempo in perfetto relax. Se poi vi è musica gradevole e non disturba l’orecchio per l’eccessivo volume, è possibile sperimentare anche momenti di vero e pacifico rilassamento. È ancora, se sono presenti anche i piccoli Alex e Gioia, vi si rallegrerà anche il cuore, spesso indurito dai tempi che viviamo.