2 Giugno,festa della Repubblica finalmente disarmata

UNA NUOVA PARATA DELLA CIVILTÀ
di Fabio Tesser

Non passano i carri armati. Non passano i missili. Non passano i cacciabombardieri che fanno il tricolore nel cielo.

Le Frecce Tricolori stavolta restano a terra. Non per un guasto. Non per protesta. Semplicemente perché non servono.

Il tricolore lo fanno già le cose che tengono insieme il Paese: il verde dei campi coltivati, il bianco dei camici negli ospedali, il rosso delle mani di chi lavora.

Passano gli infermieri del pronto soccorso che hanno finito il turno alle sei del mattino e alle sette stavano ancora lì.

Passano le maestre delle scuole elementari con i quaderni sotto il braccio. Passano i muratori che hanno costruito le case senza mai comparire nelle fotografie dell’inaugurazione.

Passano quelli che guidano gli autobus quando piove e quelli che raccolgono la spazzatura quando tutti dormono.

Passano in fila gli educatori che lavorano per il cambiamento sociale. Passano i vigili del fuoco. Passano i medici di famiglia. Passano i ricercatori che lavorano in laboratori che nessuno visita mai.

E dietro di loro passano i bambini.Non marciano. Camminano e basta. Alcuni si distraggono. Alcuni corrono. Alcuni tengono per mano i nonni.

Perché una Repubblica non è un esercito schierato. È una fila disordinata di persone che cercano di vivere insieme.

Sul palco delle autorità non c’è il generale che mostra la sciabola. C’è una Costituzione aperta.

E quando arriva l’articolo 11 qualcuno lo legge al microfono:

“L’Italia ripudia la guerra.”

Lo legge una volta.Poi lo legge una seconda volta.Perché certe parole, se non le ripeti, diventano arredamento.

E in fondo alla piazza ci sono pure dei preti.Ma non benedicono i cannoni. Non aspergono d’acqua santa i fucili. Non chiedono a Dio di proteggere le bombe che cadono più dritte.Stanno insieme agli altri.

Perché se c’è qualcosa da benedire sono le mani che curano, non quelle che sparano. Le case costruite, non quelle distrutte. Le vite salvate, non le vittorie militari.

Allora la banda non suona marce di guerra. Suona le canzoni che la gente conosce, quelle che si cantano nelle piazze e nelle feste di paese.

La parata dura poco.Perché non serve mostrare la forza.La forza la conosciamo già.È quella di chi cura, insegna, costruisce, studia, soccorre, coltiva, accoglie.

Alla fine, invece del rombo dei motori, si sente un applauso. Sembra quasi strano.Sembra quasi che la Repubblica non stia celebrando la propria potenza.Stia celebrando la propria pace.

Ed è proprio questo il lusso più grande che una nazione possa permettersi:non prepararsi alla guerra,ma vivere la pace.

PER UN 2 GIUGNO DISARMATO E DISARMANTE

In occasione della ricorrenza del 2 giugno – Festa della Repubblica, scelta dagli Italiani 80 anni fa e fondata sulla Costituzione del 1948, il Movimento Internazionale della Riconciliazione, la più antica organizzazione italiana per la Pace e la Nonviolenza, riafferma la necessità che, al di là delle celebrazioni, l’Italia mantenga davvero fede ai propri principi ispiratori.

I primi 12 articoli della sua Costituzione, infatti, proclamano solennemente che essa deve essere:

democratica, basata sui diritti umani e la solidarietà, caratterizzata da un’uguaglianza da conseguire attivamente,fondata sul lavoro e sul rispetto delle autonomie,capace di tutelare la cultura e l’ambiente naturale, e soprattutto, caratterizzata dal
rifiuto della guerra.

«Gran parte di questi principi, purtroppo, restano ancora nobili aspirazioni, quotidianamente contraddette da una realtà ben diversa — dichiara Ermete Ferraro, Presidente del M.I.R. — ed è questo il motivo per cui facciamo appello ai cittadini che credono nel rispetto della partecipazione democratica e nel ‘potere di tutti’ affinché non venga mai meno l’impegno collettivo per affermare la giustizia, la pace e la salvaguardia dell’ambiente».

Il M.L.R. Italia, che da 74 anni si batte per diffondere i principi della nonviolenza attiva e della difesa alternativa a quella militare, respinge il ricorrente tentativo di ‘militarizzare’ la celebrazione del 2 giugno, data che dovrebbe invece ricordare a tutti/e che l’Italia “ripudia la guerra…come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, per cui la corsa al riarmo e la militarizzazione della società sono contrari ai principi costituzionali.

«Da nonviolenti, chiediamo quindi il pieno riconoscimento dell’obiezione di coscienza preventiva ad un servizio militare che potrebbe essere ripristinato con un semplice decreto e, soprattutto, la finalizzazione prevalente del servizio civile alternativo all’addestramento alla difesa civile e nonviolenta, il cui valore è stato solennemente riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale» conclude Ferraro.

* A cura del MIR, Movimento Internazionale della Riconciliazione

Pubblicato da pieromurineddu

Sono nato a Sorso, davanti al golfo dell'Asinara, nel gennaio 1957, a cavallo di cambiamento dell'anno in cui l'influsso zodiacale dicono renda chi nasce alla vita tendenzialmente riservato e all'apparenza spigoloso, sicuramente affidabile perché fedele alle responsabilità prese, portato all'introspezione, fornito di grande sensibilità e principi solidi su cui giocare l'intera esistenza. Ammesso che cosi sia, aggiungiamoci pure intransigente, con me stesso principalmente. Penso che già mentre attraversavo il sacro tunnel di mia madre per affacciarmi al mondo intuivo che la strada da percorrere sarebbe stata assai faticosa, ma l'idea che potevano esserci anche delle gioie e la curiosità di fare tante scoperte (non tutte bellissime!), mi ha fatto uscire fuori ...con un fragoroso pianto. Cammin facendo, ho sempre rafforzato l'idea che, ancor prima di rispondere alle aspettative di chicchessia, è di gran lunga più importante ascoltare la propria ( intelligente) coscienza e agire di conseguenza. Stare bene con gli altri è sicuramente cosa ottimissima, ma quant'è bello stare bene con sé stessi! Interessi? La musica, che nel piccolo ho cercato anche di crearne seppur senza elevatissimi risultati non avendo fatto particolari studi sulla materia; la scrittura, forse per fermare pensieri ed eventi che si susseguono in continuazione e la cui velocità rischia di cancellare pericolosamente quanto è stato poco prima, o peggio, molto prima. Sarà questo il motivo che mi ha portato a metter su un blog? È possibile, e questo senza alcuna pretesa di esibire capacità scritturali e di pensiero che so di non avere. Un lungo diario, il blog, dove uso annotare oltre i miei anche pensieri e giudizi di altri autori sui vari accadimenti e ambiti del vivere che faccio miei. Obiettivi particolari da raggiungere a lunga scadenza? Essendo convinto che sono le piccole scelte quotidiane che fanno il tutto, cammino momento dopo momento in strade possibilmente secondarie e imponendomi di rialzarmi dopo le inevitabili cadute, magari traendone insegnamento per proseguire meglio e con maggior fiducia nella Vita a cui, comunque proceda e vada a finire, sarò sempre grato. Di tanto in tanto viene da chiedermi se su questa Terra esista un piccolo spazio di vera Pace. Nel caso, mi verrebbe la tentazione di raccogliere poche cose essenziali, e con le persone care e i veri amici, pochi come lo sono i denti in bocca a certi vecchi (ah, il caro Francescone da Pavana!), raggiungere quel lontano posto, lontano anni luce dai fragorosi "rumori" di questi tempi. Lì costruire delle casette, magari sopra gli alberi, coltivare un non troppo spazioso terreno e vivere di quello che dona la natura, riprendendo a sorriderci e abbracciandoci spesso senza vergogna. Prima o poi prenderò l'iniziativa. Intanto rimango qui a fare quel che posso: ad essere attento nel sostenere chi sta per cadere; a trattenere lo schiaffone a quell'imbecille e tramutarlo in forzata carezza; ad incoraggiare chi ha perso ogni speranza; a parteggiare sempre e comunque per chi è fatto oggetto d'ingiustizia; a disobbedire davanti a regole ipocrite che non rispettano la dignità delle persone, specialmente di quelle messe ai margini; a commuovermi davanti a gesti di altruismo e di attenzione verso il prossimo...

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